Annunciato a marzo e dopo aver rilasciato nelle scorse settimane, le versioni Preview di Office 2016 e Skype for Business, rivolte a sviluppatori e professionisti del settore IT, Microsoft ne ha annunciato quest'oggi la release definitiva. Per quanto riguarda Office 2016, di cui una versione “privata” è già in distribuzione da alcuni mesi, si tratta della versione desktop che raccoglierà l'eredità di Office 2013 e che verrà presentata come alternativa al pacchetto "cloud" Office 365. L'anteprima di Office 2016, la versione definitiva della suite per l'ufficio sarà rilasciata entro fine anno, non contiene tutte le novità che caratterizzeranno il prodotto finale. Office integra novità che interessano gli utenti aziendali con funzionalità specifiche che riguardano Outlook (ricerche migliorate), l’accessibilità, le tecnologie di Information Rights Management, siglate IRM, per specificare le autorizzazioni per l’accesso e l’utilizzo di documenti e messaggi sensibili, macro, Add-ins e altro ancora. Skype for Business è lo strumento per la comunicazione integrata destinato a rimpiazzare Lync. Lync era finora proposto come elemento centrale di Office per facilitare la connessione tra persone legate da interessi lavorativi.  Microsoft spiega che Skype for Business sfrutterà i punti di forza sia di Skype sia di Lync, unendo la semplicità di Skype alle funzionalità di Lync, offrendo chiamate audio, videochiamate, messaggi, presenza e meeting online, grazie anche all’integrazione con le applicazioni di Office 365, adottando le icone familiari di Skype per effettuare o terminare una chiamata e per l’aggiunta di video. Gli sviluppatori hanno aggiunto il monitor di chiamata di Skype, che mantiene visibile una chiamata attiva in una piccola finestra anche quando l’utente si sposta su un’altra applicazione. Allo stesso tempo, Skype for Business mantiene e migliora le funzionalità di Lync, tra cui la condivisione dei contenuti e la telefonia, aggiungendo le videochiamate e l’elenco utenti di Skype in modo da poter chiamare qualsiasi utente Skype su qualsiasi dispositivo. Gli attuali clienti di Lync Server potranno usufruire di queste funzionalità aggiornando Lync Server 2013 al nuovo Skype for Business Server. Ciononostante, almeno per un certo periodo di transizione, gli amministratori di rete avranno la possibilità di scegliere se impostare, in azienda, l'utilizzo dell'interfaccia di Skype for Business o quella di Lync. Tutte le conversazioni effettuate utilizzando Skype for Business vengono autenticate per mezzo di Active Directory quindi crittografate. In caso di necessità, Skype for Business può essere impostato in maniera tale da integrarsi con i PBX aziendali esistenti oppure con altri sistemi per la videoconferenza. Gli utenti di Skype for Business, inoltre, possono colloquiare con il resto del personale aziendale oppure con gli oltre 300 milioni di utenti che dispongono di un account Skype e che utilizzano un qualunque dispositivo supportato dal programma (Windows, Mac OS X, iOS, Android,...). Stando a quanto appena rivelato dai tecnici di Microsoft, Skype for Business è già in corso di distribuzione agli utenti di Office 2013: il programma è infatti parte integrante dell'aggiornamento di aprile per la suite Office. Skype for Business Online verrà invece messo a disposizione degli utenti di Office 365: entro il prossimo mese di maggio Microsoft conta di ultimare l'attivazione del servizio a tutti i clienti.Skype for Business, inoltre, è pensato per integrarsi strettamente con Office: tutte le sue funzionalità saranno fruibili dalle varie applicazioni della suite per l'ufficio di Microsoft. Microsoft vede un futuro in cui Skype è onnipresente: smartphone, tablet, smartwatch, PC e grandi schermi touch. Il lavoro collaborativo viene semplificato dall’uso di varie tipologie di input, gesture e voce inclusi.   Fonti:http://www.webnews.it/2015/04/14/microsoft-inizia-rilascio-skype-for-business/http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Microsoft-rilascia-Skype-for-Business-Addio-Lync_12104http://www.macitynet.it/microsoft-anteprima-di-skype-e-office-2016-business/
Il 21 aprile sarà #mobilegeddon: il giudizio finale che si abbatterà sul web voluto da Google. In un ambiente iper-competitivo come quello attuale, la trasformazione digitale può essere affrontata solo attraverso l’ottimizzazione costante dei propri contenuti, in particolare per i dispositivi mobile. Novità importanti in ambito SEO, per tutti coloro che gestiscono un sito Web, Google si appresta a variare i criteri di indicizzazione nelle SERP (pagine dei risultati), introducendo una revisione del proprio algoritmo, la cui filosofia portante è proprio la ‘mobile-friendliness’. La novità principale riguarda una spinta verso l’alto per le pagine dei portali il cui layout risulta ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobile, ovvero smartphone e tablet. Il nuovo aggiornamento è destinato a modificare le ricerche effettuate tramite mobile in tutte le lingue e in tutto il mondo. Con l’introduzione di questa novità i siti web ottimizzati per il mobile miglioreranno la loro posizione. La regola essenziale per evitare le trappole del nuovo algoritmo è diventare mobile-friendly. Se il vostro brand non compare tra le prime posizioni quando i clienti ricercano parole chiave correlate alla vostra azienda, per loro è come se non esisteste. Tutti i siti non ottimizzati per la navigazione mobile saranno penalizzati nei criteri di indicizzazione del motore di ricerca. Di conseguenza, saranno al contrario premiati in ambito SERP quelli “mobile friendly”. L’obiettivo è quello di fornire agli utenti i risultati migliori in relazione alle loro ricerche, assicurando che le pagine trovate vengano visualizzate in modo corretto sul dispositivo usato, indipendentemente dalla tipologia o dalla dimensione dello schermo. Un sito web mobile-friendly, utile e che offre un’ottima user experience avrà comunque ottime chance di posizionarsi bene sia nella ricerca desktop di Google che in quella mobile, a prescindere dalla tipologia e dagli argomenti trattati. In più, cosa da non sottovalutare, tra i risultati del motore di ricerca vi sarà un numero maggiore di informazioni relative alle applicazioni collegate ai portali. Inoltre, il gruppo di Mountain View annuncia anche che tra i risultati comparirà un numero maggiore di informazioni prelevate dalle applicazioni, secondo quanto previsto dall’App Indexing. Ciò significa che nelle SERP, a fianco dei link che portano alle pagine Web dei siti, gli utenti vedranno riquadri che, se selezionati su smartphone e tablet, apriranno direttamente una delle app installate. “L’indicizzazione delle app contribuisce ad accrescere l’utilizzo della tua app tramite Google. I link diretti alla tua app vengono visualizzati nei risultati della Ricerca Google su Android, in questo modo gli utenti possono accedere all’ambiente mobile nativo rapidamente e facilmente.” Insomma, nel giro di pochi giorni bisognerà fare di tutto per adeguarsi alle nuove direttive di Google, soprattutto ricorrendo all’implementazione del cosiddetto responsive web design (RWD): cioè la realizzazione di siti in grado di adeguarsi graficamente ed automaticamente al dispositivo coi quali vengono visualizzati, qualsiasi esso sia. Grazie a questa tecnica, si migliora enormemente l’accessibilità degli internauti al portale che si intende visionare. In un ecosistema plasmato dai dispositivi mobili, il digital marketing e la customer experience sono strettamente collegati e un approccio di tipo mobile-first è fondamentale per relazionarsi e interagire con i clienti. E voi? Siete pronti per salvare il vostro sito dal #mobilegeddon? Per qualsiasi informazione contattaci, Seven IT può aiutarti ad ottimizzare il tuo sito web! Info@sevenit.it   Fonti: http://www.insidemarketing.it/google-il-21-aprile-sara-mobilegeddon-premiati-solo-siti-mobile-friendly_6202/ http://www.kairoscommunication.it/mobile-friendly-il-tuo-sito-web-e-pronto-per-il-21-aprile/ http://www.webnews.it/2015/03/30/google-algoritmo-mobile-friendly-21-aprile/ http://www.key4biz.it/dcx-google-mobile-friendly-istruzioni-per-luso-dellalgoritmo/116229/
A metà marzo si è svolta ad ATLANTA CONVERGENCE 2015, il luogo dove la comunità Microsoft si riunisce per imparare dalle proprie esperienze e cercare nuove ispirazioni per il futuro. Microsoft si prepara al mondo IoT (Internet of Thing) degli oggetti ultra connessi a Internet, ma pensa anche alle realtà più concrete delle aziende e agisce su diversi fronti: BI, CRM, Office e Skype. Ottenere risultati migliori grazie all’utilizzo dei dati: a questo obiettivo sono orientati una serie di nuovi prodotti Microsoft per imprese e persone, pensati per consentire a realtà di qualunque dimensione di incrementare e rendere più profittevole il proprio business. «Le imprese sono sempre pronte a cogliere nuove opportunità facendo leva su tecnologie quali il machine learning e l’analisi predittiva», spiega Satya Nadella, Chief Executive Officer di Microsoft, che precisa: «quando sarà diffusa una cultura aziendale in cui l’accesso a dati e informazioni guiderà le scelte, le organizzazioni potranno realmente trasformarsi». A Convergence 2015 Nadella ha presentato prodotti e servizi sviluppati da Microsoft per consentire ad aziende, organizzazioni e individui di ottenere informazioni di rilievo e strategie decisionali dai propri dati. E qui la prima novità: gli oggetti saranno controllati da Azure e Windows 10 e in tempo reale. Per questo Microsoft propone Azure IoT Suite. Microsoft Azure IoT Suite è un’offerta integrata che capitalizza tutte le principali funzionalità di Azure per aiutare le aziende a connettersi, gestire e analizzare “all of their things” ovvero tutti i propri dati e i propri oggetti connessi. La suite sarà disponibile come preview nei prossimi mesi e fornirà alle aziende applicazioni complete in grado di indirizzare i più comuni scenari dell’Internet of Things – come il monitoraggio da remoto, la gestione degli asset e la manutenzione predittiva – in modo da semplificare il deployment e rendere scalabile la soluzione fino a includere milioni di oggetti col tempo. Azure Stream Analytics sarà disponibile il mese prossimo sia come parte della suite Azure IoT, sia come servizio autonomo. Già disponibile in anteprima, Azure Stream Analytics permette di elaborare in tempo reale enormi quantità di dati in entrata dagli oggetti e dai servizi, così da consentire alle aziende di prevedere trend e automatizzare servizi e risposte. Microsoft persegue anche il miglioramento dei suoi servizi di analisi delle informazioni. E ritorna sul palco di Atlanta Power BI, strumento di supporto alle decisioni in modalità Cloud che passa a una disponibilità generale mondiale. Power BI è un servizio, ora disponibile in più di 140 mercati nel mondo, che aiuta i clienti ad avere una visione d’insieme della propria attività tramite Dashboard operative sui mercati, aggiornate in tempo reale e che consente di analizzare i dati tramite Report visivi e interattivi e di condividere senza difficoltà nuove informazioni con colleghi e clienti. Saranno presto disponibili i nuovi connettori Power BI, Dashboard e Report per alcune delle fonti di dati più diffuse nel settore, quali Google Analytics, Microsoft Dynamics Marketing, Zuora, Acumatica e Twilio. Versione Spring ’15 di Microsoft Dynamics CRM: attesa per la fine del secondo trimestre del 2015, offrirà miglioramenti significativi delle performance, migliore interoperabilità con Office 365 e, grazie alle innovazioni in ambito knowledge management, maggior efficienza e collaborazione tra lavoratori e aziende. Questa versione includerà Microsoft Social Engagement, il più recente aggiornamento dello strumento di monitoraggio dei social network di Microsoft, progettato per interagire con i social network tramite l’applicazione Dynamics CRM e/o Office. Le informazioni ottenute da questa nuova soluzione permetteranno alle aziende di essere più informate su ciò che i clienti dicono su tutti i social network. Office Delve: già disponibile in tutto il mondo, utilizza tecniche avanzate di apprendimento automatico, il cosiddetto machine learning, per aiutare le persone a trovare i documenti, le conversazioni e i contatti di cui hanno bisogno su Office 365. Inoltre, i contenuti di Exchange Online e Yammer sono ora accessibili tramite Delve. Office 2016 per sviluppatori e professionisti IT: un importante passo per la prossima versione di Office su desktop Windows. Office 2016 dovrebbe essere disponibile nella seconda metà dell’anno. E’ disponibile la preview, e Microsoft invita sviluppatori e professionisti IT delle aziende clienti a scaricarla per iniziare a testare la soluzione e aiutare a dar forma al prodotto finale Novità anche in tema di comunicazione unificata. La Technical Preview di Skype for Business (in precedenza Microsoft Lync) è disponibile e i nuovi client, server e servizi di Skype for Business su Office 365 saranno disponibili a partire da aprile. Skype for Business offre un’esperienza di collaborazione voce e video di qualità enterprise basata sulla ben nota interfaccia utente di Skype. Inoltre, i clienti di Skype for Business potranno connettersi con chiunque faccia parte del network di Skype. Nel corso dell’evento di Atlanta, clienti e partner hanno evidenziato i vantaggi di questi prodotti e soluzioni, illustrando come stanno lavorando per fare in modo che i sistemi di business intelligence possano consentire la trasformazione delle proprie aziende. I servizi di Microsoft Azure IoT abbinati a Windows 10 IoT per Device e a Power BI.   Fonti: http://www.pmi.it/tecnologia/prodotti-e-servizi-ict/news/94772/microsoft-soluzioni-per-business-2-0.html http://www.techweekeurope.it/cloud/convergence-2015-microsoft-prepara-azure-iot-e-skype-for-business-79054
L’azienda modenese produttrici di forni ed impianti per l’industria ceramica si affida ai nostri servizi di consulenza sistemistica da prima con un progetto di evoluzione della propria infrastruttura IT, quindi scegliendo il nostro contratto mensile e affidandoci la gestione del proprio reparto IT.
L’importante azienda di San Martino in Rio si affida ai nostri servizi di sviluppo software per un progetto di “Innovation Area Vendite” grazie al quale sarà realizzato un applicativo per la gestione commerciale completamente integrato con SHAREPOINT.
Da pochi giorni, Google ha annunciato che il Mobile-Friendly sarà un fattore di ranking a partire dal 21 Aprile 2015, per cui il supporto mobile e la corretta visualizzazione della pagina sui dispositivi mobili diventano realmente un elemento su cui l’algoritmo di posizionamento lavora, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dell’utente. Questo significa che se non si ha un sito ottimizzato per smartphone o tablet è il momento di pensare alla nuova realizzazione o al restyling, visto che ben presto il posizionamento di esso sarà destinato a peggiorare, almeno per quanto riguarda i risultati delle ricerche effettuate da dispositivi mobile. La differenziazione tra la navigazione su dispositivi mobile e pc è cominciata lo scorso anno quando BIG G ha deciso di “etichettare” i siti. L’algoritmo che Google modificherà in questo senso restituirà un risultato dovuto alle analisi degli spider Googlebot che già da qualche settimana scandagliano il web: non è un caso che Big G, attraverso i Web Master Tools, invia (e continuerà ad inviare) notifiche ai proprietari di siti web avvisandoli di “errori critici” di usabilità su smartphone e tablet. Restare fermi è poco producente, soprattutto per una struttura ricettiva, il consiglio dunque rimane sempre quello di adeguarsi. Anche perché i primi segnali già si possono notare facendo una semplice ricerca da mobile e come potete notare, la SERP, la pagina dei risultati dei motori di ricerca, già suggerisce se un sito è “mobile-friendly”. In buona sostanza se il vostro sito web si adatta ad ogni tipo di schermo, e quindi anche a quello dei dispositivi mobili (smartphone e tablet), dovrebbe ottenerne un vantaggio al momento della compilazione della SERP. Google indicherà, con la dicitura “Mobile friendly”, i siti che sono ben fruibili al meglio da smartphone (iOS e Android), senza che il lettore si debba contorcere nel tentativo di decifrarne i contenuti. Lo farà ovviamente in base a criteri standard, tra i quali evitare software non comuni sui dispositivi mobili (vedi Flash), l’utilizzo di testo leggibile senza il ricorso allo zoom, l’adeguata separazione dai link pubblicitari. Sempre più persone si affidano infatti alla ricerca tramite smartphone o tablet e un sito non ottimizzato viene percepito dall’utente come un disservizio o una perdita di tempo. Non avere un sito responsive è come invitare il tuo potenziale cliente a rivolgersi alla concorrenza: quindi, dal 21 aprile sarà più difficile essere posizionati efficacemente tra i risultati che Google mostrerà ai device mobile. Il motore di ricerca potrà stravolgere le ricerche mobile in tutte le lingue e in tutte le localizzazioni di Google, mostrando per primi i risultati provenienti da pagine Web che siano più facilmente consultabili dai dispositivi mobile. "Quando si tratta di cercare su dispositivi mobili, gli utenti dovrebbero ottenere i risultati più pertinenti. Se sempre più persone utilizzano i dispositivi mobili per accedere a Internet, i nostri algoritmi devono adattarsi a questi modelli di utilizzo", spiega Google. L’algoritmo verrà applicato contemporaneamente a livello mondiale, in tempo reale e pagina per pagina. Ogni pagina sarà giudicata separatamente: se il tuo catalogo e-commerce è mobile-friendly, ma il tuo forum o altre sezioni non lo sono, queste ultime non inficeranno il posizionamento generale del tuo sito, che non sarà quindi percepito come unfriendly. Questo aggiornamento non influenzerà le ricerche condotte da computer o portatili, ma influenzerà inevitabilmente le strategie SEO. Una delle prime cose da fare è verificare se il proprio sito è compatibile con i dispositivi mobili. Google ci mette a disposizione una pagina per testare il sito per la compatibilità con i dispositivi mobili. Inserite il vostro URL e analizzate il vostro sito. Se il risultato non sarà questo…ovvero l’URL non è considerato mobile-friendly, Google vi dirà le ragioni specifiche e vi mostrerà le risorse per aiutarvi a risolvere i problemi. Tra le ragioni per cui una pagina non è mobile friendly potrebbero essere presenti cose come: “il contenuto è più ampio dello schermo,” “utilizzo di plugin incompatibili”, “link troppo vicini”, “testo troppo piccolo”, etc… Seven IT potrebbe aiutarti ad ottimizzare il tuo sito web, contattaci: Info@sevenit.it   Fonti: http://www.wired.it/internet/regole/2014/11/25/google-piacciono-i-siti-mobile-friendly/  http://www.mindlabhotel.com/web-marketing/il-mobile-friendly-diventa-fattore-di-ranking-dal-21-aprile-2015/# http://www.webpronews.com/how-to-make-your-site-mobile-friendly-according-to-google-2015-02

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