Ogni giorno accendete il vostro pc e accedete ai dati del vostro datore di lavoro. Ma davvero sapete i limiti e le regole che dovete rispettare per non commettere reati informartici? 

Beh, proviamo a spiegarvelo noi, prendendo spunto da un interessante articolo pubblicato sulla versione on line de Il Fatto Quotidiano.

Due sono le casistiche principali: l’accesso abusivo al sistema informatico aziendale e il danneggiamento delle informazioni. Due fattispecie giuridiche che la stessa Cassazione ha definito reati informatici.

Nel primo caso, l’accesso abusivo al sistema informatico si verifica quando quest’ultimo è protetto da misure di sicurezza. In questo caso è punibile anche chi si introduce con la password di servizio e la stessa permanenza nel sistema, dopo la introduzione anche qualora la prima introduzione fosse autorizzata o casuale.

Sul danneggiamento i limiti sono ancora più chiari: si punisce chiunque distrugga, deteriori, cancelli, alteri o sopprima dati o programmi informatici altrui (salvo che il fatto non costituisca più grave reato).