Cloud che vince non si cambia: Microsoft Azure


01/08/2019

Cloud che vince non si cambia: Microsoft Azure

Microsoft Azure è la soluzione cloud scelta dal 90% delle società Fortune 500.
L’ottimo riscontro sul mercato e l’utilizzo in tantissimi ambiti ne fanno uno degli strumenti più amati e adottati dagli IT manager di tutto il mondo.
Andiamo alla scoperta del suo funzionamento e delle opportunità che offre con il nostro Mattia Rubizzi, Cloud Infrastructure Architect di Seven IT.

 

Partiamo dalle basi: cos’è Microsoft Azure?

M. Azure è la piattaforma public cloud di Microsoft che fornisce servizi di cloud computing.
Offre la possibilità di acquistare risorse e servizi di Microsoft e terze parti o anche di svilupparle da sé, controllando tutto attraverso un unico pannello di amministrazione.

Se Office 365 è dove dialogano dati e processi, Azure rappresenta la sua naturale continuazione nel mondo dello sviluppo e della gestione di dati, applicativi e reti.

 

Perché ci serve?

M. Azure è sostanzialmente un contenitore di funzionalità, uno scheletro. Il resto lo implementa l’architect, in base alle necessità dei clienti. Con Azure possiamo costruire da zero un sistema, come nel caso di dimenticanza nella gestione del cambio hardware, del rinnovo dell’infrastruttura fisica e del proprio CED. Il tutto, in un contesto perennemente aggiornato da Microsoft che, in potenza, permette al cliente di affidarsi a diversi fornitori nel corso del tempo senza temere l’interruzione del servizio.

 

Quali sono gli usi principali di Azure?

M. Azure risponde a tre aree di servizio: IaaS, PaaS e SaaS, ciascuna con costi personalizzabili sulla base di ciò che effettivamente serve a chi lo utilizza.
Seven IT si occupa di progettare e gestire i vari portali per sé e per conto dei propri clienti, integrandoli con diverse tipologie di appliance, quali antispam e servizi di gestione diretta di server SQL, demandando a Microsoft la gestione del server. Lo stesso discorso si può fare per le applicazioni: si possono sviluppare su servizi web app di Microsoft o acquistare infrastrutture digitali per la costruzione di CED su cloud, collegate tramite VPN, o la gestione di qualsiasi servizio di networking o sistemi server Linux o Microsoft.

Il sistema di gestione viene deciso dopo la consueta fase di consulenza iniziale.

Ad esempio, se il cliente chiede un applicativo, Azure servirà solo per il deploy dell’app, dunque in qualità di Platform-as-a-Service.
Se, invece, vuole spostare la gestione documentale, useremo delle macchine virtuali in un contesto di Infrastructure-as-a-Service.

Azure, in un certo senso, fa dialogare i due mondi di Seven IT: quello dello sviluppo di applicativi con la parte di gestione di CED virtuali e networking.

 

E la sicurezza?

M. Azure si appoggia a ben 34 server farm dislocate in diverse aree geografiche. Il dato decidiamo noi dove metterlo, aspetto molto importante se consideriamo le imposizioni della GDPR in merito al disaster recovery, che ci richiede il backup su data center ad almeno 250 km dalla sede fisica dell’azienda.

In confronto alla gestione on-premises, la compliance è sempre garantita e, nonostante il dato sia protetto e trattato da Microsoft, resta sempre di proprietà del cliente.

Inoltre, viene investito un miliardo di dollari per la sicurezza di Azure ogni anno, quindi ci si può sentire al sicuro.

 

Perché Microsoft Azure è tanto amato dagli addetti ai lavori?

M. Prima di tutto, ci permette di concentrarci non solo sugli aspetti tecnici di base, tipicamente gestiti da Microsoft. Abbiamo modo di concentrarci sulle cose importanti, diventando gestori e consulenti, figure sempre più chiave nel nostro settore.

Il system o cloud architect offre la soluzione migliore, interviene in caso di problemi, consiglia su eventuali migliorie da apportare nel corso del tempo. Ci dà la possibilità, insomma, di essere MSP a tutti gli effetti.

Poi, Azure ha una scalabilità del servizio molto rapida, permettendoci di dare risposte ai nostri clienti in termini di gestione dell’offerta. Se devi aumentare le risorse hardware, puoi farlo con tempistiche impensabili per tutto ciò che è fisico.

I tanti server su cui si appoggia Microsoft significano anche pochi problemi di down per riaggiornamenti dei server e reinstallazioni. Lo stesso discorso vale per le infrastrutture, a cui puoi collegarti da dove vuoi con una connettività ultra performante.

Il nostro cliente è sempre soddisfatto, nota che non ci sono problemi e che, se ci sono, vengono gestiti rapidamente. Il valore di Azure viene percepito molto bene e, di conseguenza, anche il nostro lavoro. Tutto ciò, sempre al netto di competenze e professionalità: anche Azure non fa miracoli se si trova in mani sbagliate.

 

Quali sono le prospettive di mercato per Azure?

M. Per il momento sono ancora tanti quelli che preferiscono soluzioni ibride, anche perché la connettività in Italia per ora è bassa e si dipende da quella. L’edge computing, non a caso, sta crescendo sempre di più, come complemento in grado di colmare le criticità del mondo cloud. In questi scenari, per noi, Azure sarà comunque la grande protagonista della crescita digitale nelle aziende. Un domani, con una migliore connettività e il bisogno crescente di rendere i dati sicuri e fruibili, sempre più aziende ci si avvicineranno.