Il nuovo smartphone di Microsoft? Non chiamatelo così


10/10/2019

Il nuovo smartphone di Microsoft? Non chiamatelo così

Il nuovo dispositivo è la consacrazione di un’azienda che mostra sempre più un approccio pratico e innovativo al mercato.

 

Correva l’anno 2007. Non appena presentato il primo iPhone, Steve Ballmer, il CEO di Microsoft di allora, disse: “Non c’è nessuna possibilità che l’iPhone si prenda una fetta significativa del mercato”. La storia, che tutti conosciamo, dimostrò il contrario: non solo sarebbe stato un grandissimo successo commerciale, ma anche la consacrazione stessa di Apple nell’Olimpo dei device portatili. Dall’altro lato, lo stesso Ballmer pagò caro il prezzo delle proprie parole, non riuscendo a raggiungere neanche lontanamente gli stessi risultati per Microsoft. Dopo le sue dimissioni, arrivò l’attuale CEO, Satya Nadella, che capì quanto certe battaglie non si possano vincere e che, quindi, non abbia senso combatterle. Con la nuova dirigenza, l’orientamento dell’azienda cambiò e tornò a guardare laddove c’era ancora molto da fare: software per le imprese, PC e cloud, grazie ai quali Microsoft ottenne risultati importanti e sempre crescenti negli anni successivi.

Sarà per questo, o per una pura strategia commerciale, che il nuovissimo Surface DUO, appena presentato a New York dallo stesso Nadella, non dev’essere chiamato “smartphone”.
L’aspetto, del resto, non è proprio quello di un comune smartphone non è, grazie alla sua peculiarità più evidente: i due schermi che si chiudono a libretto. Ma le novità di rottura rispetto al passato non finiscono qui. Il dispositivo, infatti, non utilizzerà Windows come sistema operativo, bensì Android, il prodotto Google al primo posto nel mercato di appartenenza, con miliardi di utenti e milioni di applicazioni all’attivo, incluse quelle di Microsoft.

Qualcuno potrebbe domandarsi il perché, per l’occasione, non sia stata riesumata la vecchia versione mobile di Windows, ritirata dal mercato qualche anno fa. Come ha spiegato Panos Panay, a capo della divisione che si occupa dei prodotti Microsoft, non ci hanno pensato neanche un secondo. Windows ha avuto risultati irrisori sul mercato, non essendo stato capace di fare concorrenza ad iOS e Android. Quest’ultimo, secondo Panay, rappresenta il luogo dove applicazioni e opportunità per utenti e sviluppatori già esistono, perché non sfruttarlo? Windows è, dunque, meglio che resti all’interno dei computer.

Da questo presupposto, Microsoft ha iniziato a collaborare con Google sul nuovo dispositivo, che riprende e ricorda il progetto mai concretizzato di Courier, secondo molti una grande occasione sprecata. Già dieci anni fa, infatti, era in cantiere un dispositivo con due schermi apribili come un’agenda. Il progetto finì in rete, destando molto interesse, ma nel 2010 venne abbandonato perché ritenuto non strategico. Microsoft, ai tempi, aveva altro per la testa, pianificando l’acquisto di Nokia. Purtroppo, nonostante i 5,4 miliardi di investimento, non sarebbe stato capace di esaudire le aspettative di vedere Microsoft in un ruolo rilevante nel mercato degli smartphone.


Dieci anni dopo, Nadella ritiene che i tempi siano maturi per riprovarci e portare sul mercato un nuovo prodotto, forte anche degli anni di esperienza sui tablet ed i PC ibridi della linea Surface, che hanno registrato ricavi annuali per 5,7 miliardi di dollari.

Con il suo spessore inferiore al centimetro e le dimensioni simili agli smartphone medio-grandi, il Surface DUO pare la classica agenda tascabile, a eccezione del logo di Microsoft inciso sul sottile strato di vetro rinforzato. Gli schermi possono essere aperti e utilizzati contemporaneamente, o ripiegati su sé stessi attorno alla cerniera centrale, che garantisce una libertà di movimento a 360° e permette l’uso di uno schermo alla volta.

La principale novità apportata da questa scelta è l’uso degli schermi come entità separate: come spiega Panay, sarà possibile utilizzare in contemporanea applicazioni diverse, ciascuna con uno spazio di 5,6 pollici a disposizione. Potrà essere usato sia in orizzontale sia in verticale, con gli schermi collegati a formare un tablet o pc portatile, o come normale smartphone, se si sceglie di ripiegare uno schermo dietro l’altro.

Il grosso del lavoro di adattamento con Google è stato dedicato all’uso contemporaneo di diverse app tra gli schermi, come guardare Chrome mentre si leggono le e-mail.

Per il resto, sempre di uno smartphone si tratta, avendo le tipiche features di questa tipologia di dispositivi: scheda SIM per chiamate e SMS, rete dati, connessione wi-fi e videochiamate.

 

 

Oltre a Surface DUO, a New York, è stato annunciato anche Surface NEO, la versione più grande e potente, che si avvale di Windows per il sistema operativo. Come per DUO, NEO dà modo di usare diversi applicativi allo stesso tempo e si può dotare di una particolare tastiera magnetica che viene riconosciuta in automatico una volta appoggiata su uno dei due schermi. Ne occupa circa due terzi, garantendo comunque uno spazio per la visualizzazione ridotta di alcuni programmi o strumenti di scrittura. Come per gli altri Surface, NEO permette di scrivere e disegnare direttamente sullo schermo in modalità touch con l’ausilio di un pennino.

I prodotti presentati a New York, seppur prototipi molto avanzati, sono ancora in fase di perfezionamento e subiranno cambiamenti consistenti. Anche i prezzi di lancio sono ignoti, nonostante sia facile pensare che il DUO costerà sensibilmente meno, anche considerata la convenienza di Android per i suoi partner.

La scelta di questa presentazione in anteprima, come chiarito da Microsoft, è stata dettata dalla volontà di rendere pubblici gli indirizzi strategici dell’impresa e, soprattutto, di catturare l’attenzione dei developer, affinché inizino a ragionare in ottica di compatibilità con questa tecnologia.

Trattandosi, inoltre, di quello che la stessa azienda ha definito “il primo di una nuova classe di prodotti”, iniziare a seminare il terreno pare una mossa d’obbligo. Già i più scettici non hanno tardato a farsi vivi, etichettando Surface DUO come niente più che uno smartphone con due schermi. Lo stesso destino, in principio, era toccato anche al primo Surface, ritenuto niente più che un classico tablet, ma mostrando in seguito, con svariati miliardi di dollari all’attivo, che Microsoft ci aveva visto molto bene, a maggior ragione in un mercato già molto presidiato come quello dei computer ibridi.

Questo nuovo oltre-smartphone riuscirà ad ottenere lo stesso successo? Nemmeno Nadella si esprime con particolare ottimismo. Ma, comunque vada, il Surface DUO, che vedrà il mercato verso la fine del 2020, è il progetto simbolo di ciò che è diventato Microsoft oggi grazie al suo CEO: un’azienda aperta, capace di guardare al software in ogni sua declinazione e, soprattutto, consapevole di dover dialogare con la concorrenza quando ce n’è bisogno.