L’IT ai massimi storici


27/10/2020

L’IT ai massimi storici

A causa della pandemia, alcuni settori hanno subito un calo, anche molto ingente, mentre altri hanno prosperato. Tra questi, troviamo il mercato delle tecnologie digitali, che ha visto investimenti settimanali di 15 miliardi di dollari in più rispetto al periodo precedente e il doppio rispetto al 2009. 

Se lockdown e distanziamento sociale hanno provocato una generalizzata e diffusa crescita del comparto tecnologico, hanno anche inasprito il divario tra le aziende ad alta innovazione e quelle che ci sono arrivate in corsa. In sostanza, chi già credeva nella digitalizzazione ha aumentato gli investimenti, mentre chi ha dovuto adattarsi per pura necessità pratica non ha sfruttato l’occasione per crescere ed evolversi in modo permanente. 

 

Sicurezza e privacy al primo posto 

I maggiori investimenti sono stati destinati a sicurezza e privacy, seguiti da infrastrutture e cloud.  
Gli IT leader hanno prima di tutto scelto di investire per garantire ai dipendenti un lavoro domestico sicuro e protetto, sforando anche del 5% dal budget previsto.  
Le ingenti spese per la sicurezza non sono però riuscite a fermare del tutto gli attacchi informatici, soprattutto per quanto riguarda il phishing, in crescita all’83%, e malware, al 62%. 
Nonostante la maggiore, ed evidente, esposizione ai rischi dei dipendenti che lavorano da casa, le aziende hanno dichiarato di avere difficoltà nel trovare professionisti qualificati per la sicurezza informatica. Da cui il balzo della cyber security in cima alle competenze tecnologiche più richieste nel mercato del lavoro. 

 

Il cloud si raddoppia 

Per quanto riguarda le infrastrutture e il cloud, invece, la crescita relativa è stata sensazionale: in soli 12 mesi, è stato raddoppiato il budget a loro dedicato. Tra le previsioni per l’anno a venire, gli IT leader dichiarano di voler continuare a investirepoiché il 50% delle aziende ha notato un aumento di efficacia e produttività grazie alle tecnologie digitali.  
Maggior inclusività e collaborazione tra i team aziendali hanno, poi, chiuso il cerchio di una tendenza che sembra destinata a durare. 

 

Lo smart working è davvero il futuro? 

Secondo vari sondaggi, neanche il lavoro a distanza è destinato a morire: il 43% dei leader che ha spostato i lavoratori in smart si aspetta che più della metà di essi continuino a lavorare da casa, soprattutto tra le grandi aziende, anche nel momento del ritorno alla normalità. 

Lo smart working è anche diventato uno degli strumenti più importanti per coinvolgere e trattenere i talenti tecnologici durante e dopo il Covid, come dimostrato dallo studio Work.Reworked di Microsoft. Inoltre, a un alto livello di innovazione corrisponde anche un maggior grado di soddisfazione, sia per i professionisti sia per i manager. 

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