Secondo Forbes, Teams batte i suoi rivali


20/01/2021

Secondo Forbes, Teams batte i suoi rivali

Microsoft Teams trova nuove conferme, oltre ai numeri. È il caso dell’articolo apparso recentemente su Forbes intitolato Why Microsoft Teams Is So Much Better Than Zoom And Slack For Collaboration, scritto dal celebre giornalista statunitense John Brandon, specializzato in tecnologia e Design Director di Best Buy CorporationUno spaccato interessante su come lo smart working e le sue necessità abbiano saputo abbattere le ritrosie. 
 
Lo potete leggere qui, o nella versione integrale che abbiamo tradotto per voi. Buona lettura.  

“Negli scorsi mesi, sono stato un po’ un oppositore a Microsoft Teams. Durante i lockdown, ho denigrato la complessità di quest’app per la collaborazione, evitandola a tutti i costi. 
Pensavo: Microsoft non capisce come lavoriamo. Ha troppe features e non si sposa allo stile di vita dei lavoratori da remoto. Odio il colore viola. 

Era come una massa di software, in attesa tra la barra delle applicazioni a raccogliere polvere. Non volevo cliccarci sopra, né imparare come funzionasse. Ai tempi, vi ho inserito qualche documento e testato delle funzioni, tutto ciò mentre speravo di tornare presto su Slack. 

Non solo: costantemente, dicevo alle persone che Microsoft Team fosse una barzelletta. 

E mi sbagliavo. 

In passato, ho sostenuto Slack e Zoom perché, almeno in buona parte della mia giornata lavorativa, sono funzionali e senza intoppi. Chattare su Slack è intuitivo e le features sono così semplici da poter essere insegnate all’ultimo arrivato (dipende poi da quale). Zoom, dal canto suo, è diventato lo strumento di molti lavoratori, perché le sue video chat sono fluide e affidabili. 

Nelle scorse settimane, usare Teams con un vero gruppo di persone ha cambiato completamente la mia percezione. Penso ancora che sia dotato di features che molte persone non useranno mai. Planner è un task manager che permette di fare un click away, ma manca ancora di automazioni ed è ancora lontano dalla galassia di potenzialità e semplicità di Trello. È fastidioso non poter entrare nei thread come con Slack. E non fatemi iniziare a parlare delle video features mancanti (spegnere la camera in Teams implica diventare un’icona, una piccola immagine in basso allo schermo. Fa pensare che qualcuno non sia più in call e ci fa chiedere quando si unirà l’utente in questione, mentre in Zoom si vede uno schermo vuoto). 

E alla fine, invece, eccoci. Mi piace Teams. 

Microsoft si è fatta un nome nella tecnologia grazie ad una singola parola. Forse è una semplificazione, parlando di un’azienda multimiliardaria, ma quella parola è integrazione. 

Outlook è integrato a Word, che è integrato a Teams. Negli anni, le persone hanno utilizzato un altro termine per questo (monopolio), ma quando stai cercando di finire un report e sei da solo in ufficio, l’integrazione è eccezionale. 

Sono riuscito ad avviare un video meeting in un clic. Ottimo! Posso farlo anche con Slack, ma con Teams sono riuscito ad aggiungere altre 17 persone in pochi passaggi, programmare meeting con loro in Team e lavorare a un documento Word nello stesso momento. 

Non mi fermo qui. Sto cominciando a pensare che Teams sia molto meglio per collaborare durante quelli che spero essere gli ultimi mesi della pandemia. Abbiamo bisogno di integrazione ora più che mai. Se posso cliccare una volta per iniziare un meeting con 10 persone, anziché mandare loro il link, affare fatto. 

Per chiarire: penso che i tool individuali dell’ecosistema Microsoft non siano meglio. Preferisco Slack e Zoom. Ciò che ho scoperto è che la mia visione COVID-affaticata preferisce un ecosistema che fa tutto. La pandemia ha cambiato il mio modo di vedere le cose. 
 
Cosa che ci porta a Google. Ci sono solo due aziende che si contendono il primo posto per la produttività dei knowledge workers. Apple sembra non sapere cosa stia facendo da questo punto di vista. Non possiede una sua alternativa per la business productivity a Slack, Zoom o Teams. Google e Microsoft sono le uniche due rimaste in gara. 

Google è la più vicina a Microsoft nel far funzionare tutto in modo fluido e intuitivo, ma Google Meet è molto lontana da Teams. Non fanno neanche parte della stessa categoria. Se solo non fosse così: personalmente, preferisco Google Docs alla versione online di Word, come Gmail (come parte di G-Suite) a Office, specialmente per quelli che come me non cancellano mai un’e-mail e contano sulla ricerca inbox ogni 5 secondi. 

Ma, per ora, iniziare con facilità una video chat (e aggiungere un gruppo) in Microsoft Teams, insieme all’integrazione con Outook per programmare le chat di gruppo, mi ha conquistato. 
Quando le cose torneranno normali, potrei essere pronto all’approccio di Slack e Zoom. Staremo a vedere."