Un buon disaster recovery parte dai data center in Cloud


11/08/2021

Un buon disaster recovery parte dai data center in Cloud

Poco tempo fa ha fatto scalpore la notizia di un attacco hacker che ha messo in ginocchio i sistemi informatici della regione Lazio, criptando tutti i dati relativi alla prenotazione dei vaccini attraverso un ransomware e, di fatto, paralizzando l’intera campagna vaccinale. 

Questo episodio, con portata e risvolti più che problematici, ci riporta ancora una volta a quella che è ormai diventata una certezza per chi lavora in ambito cybersecurity: bisogna sempre essere pronti al peggio 

Al di là dei danni che questo attacco informatico sta portando (e porterà, visto che i dati effettivamente persi devono ancora essere stimati con precisione), avere un piano B a questo punto è indispensabile. Per quanto i sistemi di sicurezza della nostra rete o dei nostri server siano all’avanguardia e performanti, avere uno spazio sicuro su cui fare affidamento è sempre la scelta che premia di più in termini di efficienza. 

Ed è proprio qui che entra in gioco il disaster recovery (DR). Un'operazione che nasce proprio aspettandosi il peggio e che ha il solo obiettivo di mitigare gli effetti dei cyberattacchi. 

 

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Per quanto sia una pratica che viene spesso data per scontata, il DR non è un tema nuovo per gli specialisti IT. Tuttavia, gran parte del pensiero sul disaster recovery rimane radicato nell’infrastruttura on-premise, che sicuramente ha bisogno dei suoi sistemi di salvaguardia dei dati, ma che ad oggi sta sempre di più diminuendo la propria affidabilità. 

Ora tutto l’IT si sta spostando sul cloud. È proprio qui che si giocheranno le partite più importanti ed è sempre qui che le operazioni di DR sembrano essere più inefficienti. È arrivato il momento di modernizzare l’approccio alla disaster recovery, tenendo sempre e comunque come punto di riferimento il cloud. 

Ecco alcuni modi integrati per una buona disastery recovery in cloud adatta a qualsiasi tipo di azienda, per prevenire e recuperare la perdita di dati e avere sempre un asso nella manica da giocare contro i cyber-criminali. 

 

Fare affidamento solo su infrastrutture World-Class 

I vari provider di servizi cloud offrono praticamente qualsiasi grado di accesso a livello mondiale alle proprie infrastrutture, livello che con poche eccezioni può essere battuto dai sistemi on-premise. Del resto, questa è la prima caratteristica del cloud, la sua versatilità.  

Dall’elaborazione, alla rete, allo storage e tutte le altre risorse IT, i principali fornitori cloud puntano sempre ad offrire un'infrastruttura di prim’ordine, flessibile e a prezzi accessibili.  

Per molte aziende tutto ciò è molto difficile da replicare facendo affidamento solo sulle proprie forze e sui propri data center. Le piattaforme cloud investono proprio sulla loro affidabilità e resilienza, il che significa che se un server o altre risorse vanno down, probabilmente possono tornare operativi molto più velocemente di quanto un’azienda possa fare internamente. 

Quanto detto sopra basta per migliorare di molto la qualità del DR, soprattutto nelle organizzazioni che sono in esecuzione su infrastrutture legacy. 

 

Pensare anche a protocolli di recovery senza limiti 

Con il cloud i modelli di recuperabilità si fanno molto più creativi rispetto alla controparte on-premise. Molti progetti di cloud recovery non sono proprio praticabili o sarebbero proibitivamente costosi se implementati on-premise. 

La flessibilità per creare dei protocolli di recupero che corrispondono ad obiettivi specifici è tutta un’altra storia in cloud. È possibile progettare per prestazioni e uptime un modello DR multi-sito oppure progettare per costi e applicare un approccio “pilot light” al disaster recovery, replicando un insieme di risorse critiche piuttosto che un’intera soluzione. 

A tutto ciò va aggiunto che quando si utilizzano architetture ibride non c’è bisogno di scaricare tutti i dati on-permise esistenti, le informazioni possono sempre essere gestite su entrambi i fronti garantendo un buon utilizzo del DR. Insomma, con i sistemi cloud le risorse e risposte per il disaster recovery aumentano esponenzialmente. 

 

Tutti i vantaggi dell’automation 

Il cloud è altamente programmabile, il che offre molti spunti per migliorare le strategie DR esistenti in modi che sarebbero difficili o impossibili da realizzare in locale. Questo significa che il cloud offre funzionalità di automation e orchestrazione maggiori per le soluzioni DR. 

Gran parte delle innovazioni nei sistemi di recovery può essere attribuita all’automazione. Certo, i sistemi di automation sono applicabili anche on-premise, ma i principali fornitori di cloud rendono le funzionalità ancora più all’avanguardia e accessibili per qualsiasi azienda. Tali tecnologie non così facili da raggiungere per organizzazioni con competenze interne limitate in materia di automazione e orchestrazione.  

 In generale, l'automazione è integrata in molte tecnologie cloud e cloud-native e, come tale, riduce l'overhead manuale tipicamente richiesto di alcune strategie di recuperabilità on-premise tradizionali. 

 

Migliorare il DR tenendo i costi sotto controllo 

Infine, uno dei vantaggi principali del cloud è rendere il tutto più raggiungibile anche da una prospettiva di bilancio, dall’infrastruttura alle tecnologie di automazione fino alla gamma più ampia di modelli per la recuperabilità. 

Molte delle operazioni attuabili in cloud sarebbero incredibilmente costose da implementare on-premise e con gli stessi investimenti non sarebbe raggiungibile lo stesso livello di sicurezza. Questa è una delle grandi promesse dell’infrastruttura cloud e dei servizi world-class che si propongono di fornire a prezzi sempre più contenuti una suite completa di strumenti applicabili anche alle risorse disaster recovery.  

 

Il cloud è il futuro e con lui le operazioni di DR possono cambiare completamente, aggirando molti degli ostacoli che le organizzazioni erano costrette ad affrontare. Sta alle aziende mettere in atto al meglio queste nuove tecnologie e sfruttare al meglio le loro potenzialità. 

 

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